Archive | September 2009

Il Tai Chi di Assunta per sconfiggere il Parkinson

La 66enne originaria di Udine ha lottato contro il morbo con le arti marziali e domani parteciperà alla SuperWalk for Parkinson

Di Elena Serra

TORONTO – Una voce debole risponde al telefono, ma noi che conosciamo i contorni della sua storia sappiamo già quanta forza ci sia dietro quelle parole tremanti. Perché la 66enne Assunta Scaini convive ormai da 25 anni con il morbo di Parkinson, e non si è ancora arresa. Una malattia terribile che affligge circa 100.000 canadesi. Una storia come tante altre ma tutt’altro che ordinaria. Tanto coraggio e determinazione nell’attesa infinita che venga scoperta una cura.
Fiera delle sue origini italiane – è nata nella provincia di Udine – Assunta racconta di essere arrivata in Canada con la famiglia quando aveva solo 6 anni. «Mi sono sempre definita italiana – ci dice – fino a quando non sono andata in Italia la prima volta e la polizia dell’aeroporto, controllando il mio passaporto, ha detto: “No, tu sei canadese”. Dopo quella delusione mi sono sempre definita cittadina del mondo».
La sua voce fievole appare tuttavia serena anche quando inizia a parlare della sua malattia: «Sono andata dal medico per altri motivi, e dopo alcuni accertamenti il neurologo è venuto da me e mi ha detto “Signora, lei ha il morbo di Parkinson”». Assunta aveva solo 42 anni, e la sua vita era improvvisamente appesa ad un filo. «Come ho reagito? Mi sono subito voluta documentare – prosegue la donna – Ricordo di essere andata in biblioteca, trovando in un vecchia enciclopedia un solo articolo che diceva che i malati di Parkinson hanno un’aspettativa di vita di cinque anni».
La sua voce si blocca per un attimo, come per raccogliere le forze, e poi prosegue lentamente: «A parte il tremore mi sentivo molto bene, quindi non sapevo cosa pensare. Mi sono ripromessa che avrei fatto tutto ciò che sarebbe stato in mio potere per affrontare questa situazione nel modo migliore».
Oggi, a 25 anni di distanza, si può davvero affermare che Assunta ce l’ha fatta, non si è lasciata abbattere dalle insidie del morbo di Parkinson, che a volte si impossessa del corpo rendendolo quasi estraneo e non lasciandoti alcun controllo. Ma lei il controllo l’ha mantenuto, ha tenuto la mente focalizzata su un unico traguardo: «Quando mi sono ammalata si diceva che in cinque anni si sarebbe trovata una cura. Era ben 25 anno fa. Non è mai successo».
Il respiro si fa un po’ più pesante, le pause più frequenti, ma Assunta ha ancora tanto da dire. «Sto abbastanza bene. Le medicine mi permettono di essere attiva dalle 7 di mattina alle 8 di sera e poi vado a letto», racconta ancora Assunta, mentre il suo sorriso accennato sembra arrivare dall’altra parte del telefono. «Insegno ancora Tai Chi ai malati di Parkinson. I benefici di questa disciplina sono indescrivibili», racconta la donna, che ha iniziato a praticare Tai Chi 20 anni fa. Racconta con passione quanto questo l’abbia aiutata durante il suo lungo e difficile percorso, quanto sia potente ed efficace, quasi creato su misura per i malati di Parkinson, in quanto aiuta molto la circolazione, elemento cruciale in questa malattia. La sua voce debole trasuda tuttavia un’incredibile forza.
«Gli effetti che produce il Tai Chi sono quasi irreali», dice prima che la sua voce si spezzi bruscamente per la prima volta. «Sorry. Mi sto un po’ emozionando – ammette con un tono di voce appena percettibile, prima di proseguire sicura – Se 20 anni fa mi avessero detto che mi avrebbe aiutato in questo modo non ci avrei mai creduto».
Assunta Scaini parteciperà anche quest’anno alla SuperWalk for Parkinson, il maggior evento di raccolta fondi per il Parkinson Society Canada – con oltre 80 comunità e 13.000 tra partecipanti e volontari – che devolverà i ricavati al settore della ricerca, educazione, servizi ed assistenza per gli oltre 100.000 canadesi affetti dal morbo di Parkinson. L’evento, che avrà luogo domani, punta quest’anno al superamento del record dell’anno scorso di 2.4 milioni di dollari raccolti.
«Partecipo alla SuperWalk for Parkinson da 10 anni – ci dice Assunta ormai visibilmente affaticata – faccio ciò che posso per questa causa. Se credo ancora che si possa trovare una cura? Non lo so, ma le condizioni di vita dei malati di Parkinson sono migliorate molto, e sento ancora di dovervi partecipare».
Sembra quindi impossibile, dopo una conversazione come questa, tornare alla propria vita senza dire a tutti della SuperWalk for Parkinson, senza decidere di parteciparvi e dare un sostegno ad una causa importante. Ma ancora più incredibile appare il fatto che tutta la forza che ora sentiamo dentro, ci sia stata trasmessa dalla flebile e tentennante voce di una forte donna italiana di 66 anni, nascosta in un corpo affetto da Parkinson.


Indirizzo pagina originale: http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=91499

È il giorno di “9”, la grande promessa canadese

David Steinberg ci spiega quanto sia importante la sfida con Hollywood

Di Elena Serra
TORONTO – La data per lanciare la sfida a Hollywood non è stata scelta a caso – il 09/09/09 – e Starz Animation aspetta con ansia il responso del pubblico. “9”, il nuovo film d’animazione dello studio canadese, contiene, non a caso, nomi importanti del mondo del cinema – i produttori Tim Burton e Timur Bekmambetov, e il regista Shane Acker, candidato all’Oscar per l’omonimo corto d’animazione che ha ispirato la pellicola – e si preannuncia un enorme successo per l’animazione made in Canada. Con queste premesse, il Corriere Canadese ha intervistato David Steinberg, Head of Starz Animation, e si è fatto raccontare quanto il suo studio e questo progetto siano importanti per il futuro dell’animazione canadese.

“9” è basato sull’omonimo corto d’animazione di Shane Acker. Perché avete scelto di lavorare a questo progetto?

«Starz Animation è stata contattata dalla Focus Features e dai produttori di “9”, i quali avevano già iniziato a sviluppare il progetto. Erano tutti molto colpiti dal lavoro di Acker, che aveva riscosso un enorme successo, trasformandosi da un lavoro di uno studente ad un corto candidato all’Oscar. Per questo motivo hanno voluto investire nel suo talento. Quando ci hanno contattato nel 2007, abbiamo avuto molte pressioni per portare a termine il progetto il prima possibile, ma noi eravamo contenti perché avevamo visto il corto, e non avremmo mai pensato di poterne far parte. Questo ci ha dato la possibilità di essere parte della straordinaria visione di Acker, e anche di poter lavorare a un progetto nuovo e fresco, che rispecchia la missione del nostro studio».

Il film sarà nei cinema a partire dal 9 settembre. Quali sono le aspettative?

«Penso che diventerà un classico e che piacerà a generazioni diverse, ma allo stesso tempo sono un po’ superstizioso nel fare previsioni. So che abbiamo creato un qualcosa di speciale, che non si è mai visto prima».

Pensate sarà capace di ripetere il successo del corto, e ricevere una candidatura all’Oscar?

«Ci piacerebbe tanto ricevere questo grande riconoscimento. Penso che Acker se lo meriti così come tutti coloro che vi hanno lavorato, perché questo progetto ha davvero rappresentato una sfida. Starz Animation ha consegnato un prodotto finito di altissima qualità, che ha sorpreso tutti andando ben oltre le aspettative. Inoltre, le recensioni ricevute fino ad ora sono tutte ottime e, al di là del box office e dei riconoscimenti, “9” è già un enorme successo per Toronto e per Starz Animation».

La pellicola è stata valutata dal Motion Picture Association of America non adatta ai minori di 13 anni, per “contenuti violenti”. Qual è la vostra posizione al riguardo?

«La visione di Starz è quella di creare un prodotto che raggiunga un vasto audience. Il fatto che si tratti di un film d’animazione non significa che debba per forza essere per bambini. Film come “9” aprono nuove porte per l’animazione».

Quindi è vero che “9” ha dei contenuti che non sono adatti ai più piccoli?

«Io ho portato mio figlio di 6 anni all’anteprima della pellicola e gli è piaciuto tantissimo. Penso che ognuno abbia la propria opinione al riguardo, il film in sé non contiene parolacce o elementi che possono offendere la famiglie, ma ha scene che forse potrebbero spaventare alcuni bambini».

Quanto è importante questo progetto per l’animazione canadese ed in particolare, per Starz Animation?
«Questo è un momento molto importante per l’animazione in Canada. Mi sono trasferito qui circa 2 anni e mezzo fa perché ci sono molte risorse e grande esperienza in Canada. Starz punta al riconoscimento come leader, non solo per serial e speciali d’animazione, ma anche come studio capace di creare grandi progetti per il grande schermo».


Il prossimo progetto di Starz Animation, che è tra l’altro già in lavorazione, è il film d’animazione prodotto da Elton John, Gnomeo and Juliet. Pensa che Starz potrà presto dedicarsi a progetti del tutto canadesi?
«Il nostro obiettivo è quello di continuare a lavorare con grandi progetti, perché è con questi che si genera guadagno, ma noi stiamo iniziando a valutare ed investire su “nostri” progetti. Ho lavorato in numerosi studi e credo davvero che qui ci sia lo stesso talento che si può trovare in un altro grande studio americano, ma probabilmente, anche per mancanza di risorse, non abbiamo ancora avuto l’opportunità di dimostrarlo appieno. Non abbiamo gli stessi fondi che può avere la Pixar, ma stiamo cercando di far crescere i nostri talenti, ad esempio con un programma per produrre corti».


Se però l’ostacolo allo sviluppo di progetti canadesi è unicamente economico, perché vengono utilizzati 23 milioni di dollari del governo dell’Ontario per sviluppare il progetto di Elton John?
«Con quell’episodio c’è stata un po’ di confusione. Elton John era qui per annunciare che la sua compagnia di produzione aveva ritenuto Starz lo studio migliore al quale affidare il proprio progetto Gnomeo and Juliet, e il premier McGuinty ha annunciato che il governo dell’Ontario ha riconosciuto Starz come centro d’eccellenza per i media digitali. Questo è il motivo per il quale abbiamo ricevuto 23 milioni di dollari, per permetterci nei prossimi 5 anni di crescere, con la promessa di assumere nuovo personale attraverso un ambizioso progetto di $153 milioni. Il fatto che Elton John e McGuinty abbiano fatto parte dello stesso evento è stata una coincidenza».


Starz Animation è canadese, ma fa parte della Starz Media, il cui proprietario è la statunitense Liberty Media. Può essere questo un altro dei motivi per il quale non è ancora stato sviluppato un progetto 100% canadese, perché le risorse sono concentrate su progetti americani e magari venirli a sviluppare in Canada è meno costoso?
«Quando mi sono trasferito in Canada ho sentito la gente lamentarsi dicendo che il Canada veniva usato come fabbrica di produzione di Hollywood e ho sempre sentito il dovere di cambiare questa situazione. Ma progetti come “9” e Gnomeo and Juliet li abbiamo ottenuti dalla Universal o Miramax perché abbiamo dimostrato di meritarceli più di qualsiasi altro studio al mondo, e non perché siamo parte di una compagnia americana. È anche vero, però, che le risorse ed il potere distributivo per questi progetti ad alto budget provengono in gran parte dagli Stati Uniti».

Per chiudere, un motivo per andare a vedere “9”?

«È eccezionale, in termini di look e storia è un qualcosa che non è stato ancora fatto. Nei film di animazione c’è sempre una certa previdibilità, ma questo film è unico e credo aprirà molte porte per un’animazione che rompa le classiche barriere di Hollywood».


Indirizzo pagina originale: http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=91386