«La consanguineità sarda è alla base delle malattie»

Walter Carta respinge le accuse e difende il P.I.S.Q, accusato di causare tumori, leucemie e malformazioni

Di Elena Serra

TORONTO – Nel difficile scontro tra versioni ufficiali, risultati scientifici e dubbi irrisolti, l’unico dato certo appare quello delle vittime. È il tasso altissimo di leucemie e tumori che si sono sviluppati negli ultimi anni nella popolazione che vive a contatto con il Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze del Salto di Quirra (P.I.S.Q.), il più grande d’Europa.
Per dar voce alla difesa, il Corriere Canadese ha intervistato Walter Carta, ex sindaco di Perdas, da 25 anni all’interno del Poligono sardo, ed attualmente in servizio a Capo San Lorenzo. Carta, che si è sempre occupato di tutela dell’ambiente, ci illustra la sua visione sulla vicenda, e ci spiega perché è contento di vivere proprio lì.

In tutti questi anni di servizio in Sardegna avrà sentito parlare delle presunte contaminazioni delle quali il Poligono di Quirra sarebbe responsabile?
«Certo. Ne ho sentito parlare ma sono tutte fesserie. È stata messa in atto una campagna di denigrazione delle nostre attività militari mettendo in giro voci sull’utilizzo di armi all’uranio impoverito, ma non c’è mai stato niente del genere. Poi si sono inventati anche la storia dell’arsenico, ma anche lì non è stato trovato niente. In Italia purtroppo funziona così, a furia di dire fesserie ci credono anche loro».

Conosce qualcuno che si è ammalato di tumore o leucemia nella zona?
«Sì, conosco qualcuno, ma secondo me siamo nella casistica normale».


Non ritiene ci sia niente di anormale?

«Secondo me non c’è assolutamente niente. Anzi, noi siamo contenti di abitare qua, è veramente un posto pulito. Attualmente stanno svolgendo ulteriori indagini ambientali delle quali conosco i risultati perché me ne occupo anch’io. Di fatto sono contento che mi stiano dando conferma che è tutto a posto, tutto pulito, non c’è niente di strano».

Sa che a Quirra su 150 abitanti ci sono stati più di 30 casi di tumori e leucemie, e anche la percentuale di malformazioni nella zona è molto alta…
«Io questi dati non li conosco, però francamente ritengo che sia stato fatto troppo allarmismo. Lo dico perché quando ero sindaco di Perdas è stata promossa un’attività di ricerca sulla genetica in quanto in Sardegna c’è molta consanguineità. Se ci fossero altre cause allora dovrebbero essere tutti malati. Mi sembra una cosa assurda. E perché proprio tutti nella stessa zona? Secondo me c’è dell’altro che sarà sicuramente da ricercare in maniera diversa, non certamente criminalizzando noi militari».

Quindi pensa che le cause siano di tipo genetico?

«Certo. Adesso che si possono fare delle ricerche approfondite su tutto mi meraviglio che stiano ancora cercando di andare avanti con queste storie. Noi verifichiamo le attività che vengono fatte sul Poligono, e noi stessi abbiamo interesse che non ci siano cose strane».

Cosa mi può dire a proposito dell’utilizzo della base da parte di aziende private?
«Vi sono contatti a livello nazionale. È sempre stata un’attività del Poligono, ma solo in funzione delle nostre forse armate. Cioè, le ditte private non utilizzano il Poligono, sono degli utenti che ci chiedono di fare delle attività di prova».


Che tipo di attività?
«Ad esempio fanno dei test sulla tenuta dei tubi per oliodotti, ma sono tutte cose che non hanno un impatto di nessun tipo da quel punto di vista. Tutto si svolge nella massima sicurezza. Il nostro territorio è sgombro da qualsiasi cosa, e questo è confermato da tutti i rilevamenti che sono stati fatti e che non hanno mai evidenziato nulla. Io stesso sono tranquillo e sereno».

Come mai alcuni residenti della zona, ad esempio pastori, dicono che ci sono zone dove non cresce l’erba da 20 anni?
«Quelle sono tutte chiacchiere. La verità è che la Sardegna deve fare i conti con gli incendi. I pastori utilizzano il terreno nell’immediato, e sanno benissimo che le ceneri costituiscono un ottimo fertilizzante naturale che per quella stagione favorirà la crescita dell’erba. Ma se questo viene fatto sistematicamente alla fine non cresce più niente. Chi è causa del suo mal pianga se stesso».

Mi ha detto prima, parlando di malattie e malformazioni, che lei li attribuisce alla consanguineità. Cosa pensa delle malformazioni sugli animali?

«Statisticamente quelle ci sono dappertutto. Personalmente ho visto molti casi in televisione che riguardano episodi in zone dove non c’è mai stata attività militare, quindi penso che siano nella normalità. Ad esempio, se un vitello che nasce con due teste e nasce in Pianura Padana, non è certamente causato da attività militari. E purtroppo anche la specie umana è colpita da queste cose».

Cosa pensa dei militari che, una volta in congedo, si sono ammalati ed hanno accusato il Poligono e le sue attività?

«C’è gente che dice di aver fatto attività nel Poligono quando poi, alla resta dei conti, praticamente non vi ha operato. Noi che siamo qui da sempre siamo sani come pesci. Secondo me in mezzo a noi c’è comunque qualcuno che ha dei problemi suoi, che vengono portati fuori nel momento in cui ci si deve rifare su qualcuno o su qualcosa, ed automaticamente si punta il dito sul Poligono. Io personalmente non ho mai visto niente di strano, eppure sono nel Poligono da più di 25 anni».

Ci sono sostanze chimiche o pericolose che vengono utilizzate nella massima protezione, o non c’è niente di tutto questo?
«Io escludo nel modo più assoluto che ci sia qualcosa che possa danneggiarci. Non c’è niente che secondo me crea danno alla salute. Sia se viene ingerita, o toccata, o altro. Certo non devo stare vicino ad una bomba che esplode, ma non ci sono sostanze cancerogene, lo smentisco nel modo più assoluto».

Sa qualcosa sulla privatizzazione del Poligono?

«Io di questo non me ne occupo, non fa parte dei miei interessi».

Glielo chiedo perché si dice che questa sia una delle ragioni per le quali si coprono molte informazioni, in quanto parte del Poligono viene data “in affitto” a privati i quali forniscono un’entrata notevole.

«Queste sono malelingue. Il Poligono appartiene a noi militari, sappiamo con certezza che non si utilizza niente di strano e nessuno opera senza il nostro controllo».

Quindi, anche se dovesse venir fuori uno studio o una ASL che dice che in effetti c’è un qualcosa di strano, lei comunque non ci crederebbe?
«Sarei portato a non crederci per il semplice motivo che c’è un mare meraviglioso, un territorio incontaminato, tutto quello che viene fatto viene fatto con la massima trasparenza. Io sono uno di quelli che controllano personalmente e so che non ci sono cose strane. Ma mi rendo conto che c’è un forte antimilitarismo».

Smentisce anche la presenza di scorie nucleari?

«Assolutamente sì».

Immagino che però sia a conoscenza di uno studio svolto qualche anno fa nel quale la ASL di Cagliari aveva espresso dei dubbi rispetto alla casistica di tumori e leucemie della zona.

«Certo, ma come ho detto, se si fa un controllo su base genetica, probabilmente il discorso cambia completamente. Per questo mangio i prodotti sardi e bevo l’acqua senza essere preoccupato. Sono ben contento di stare qua non sono un pazzo. La Sardegna è bellissima e saremmo dei pazzi se la rovinassimo».

(2-segue)


Indirizzo pagina originale: http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=93827

Add to FacebookAdd to DiggAdd to Del.icio.usAdd to StumbleuponAdd to RedditAdd to BlinklistAdd to TwitterAdd to TechnoratiAdd to Yahoo BuzzAdd to Newsvine

About these ads

Tags: , , , , , , , , , , ,

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: