Lettere del Corriere a Bonaiuti & C.

Un centinaio di missive di protesta contro i tagli alla stampa all’estero inviate ai ministri italiani

Di Elena Serra

TORONTO – Non solo le redazioni dei giornali italiani all’estero, ma anche tutte le comunità italiane nel mondo sono state investite dall’onda creata il 25 febbraio scorso dal Senato italiano con l’approvazione del taglio del 50% sui fondi per l’editoria all’estero, parte del decreto Milleproroghe.
Ne sono dimostrazione concreta le numerosissime lettere ed e-mail che il Corriere Canadese riceve ogni giorno da associazioni, enti, istituzioni locali e lettori, che desiderano esprimere il proprio sostegno e la propria solidarietà verso quello che è spesso definito come un grave provvedimento contro gli italiani all’estero e contro tutti gli sforzi compiuti fino ad oggi per proteggere la cultura e l’identità italiana fuori dai confini nazionali.
Il Corriere Canadese continua la propria battaglia e anche la comunità entra in azione.
Dopo il completo appoggio ottenuto dalla Federazione Nazionale della Stampa in occasione dell’incontro a Roma con i rappresentanti dei quotidiani italiani all’estero, e dopo gli spiragli di dialogo, riconsiderazioni e promesse da parte di alcuni parlamentari intervistati nelle scorse settimane dal Corriere Canadese, anche il segretario del Pd Luigi Bersani si è espresso ieri sul tema dell’editoria, chiedendo una riforma giusta e auspicando l’intervento del governo per il raggiungimento di una soluzione.
«L’editoria è un problema non ancora risolto», ha affermato durante il forum di Youdem su informazione, libertà e censura. «Incoraggio Bonaiuti a tirare fuori una riforma dell’editoria e sono pronto a cooperare per trovare un criterio», sottolineando l’importanza di «trovare un meccanismo pluralistico per correggere gli errori».
Forte delle proprie idee e convinzioni, e fiero del sostegno che gli viene rinnovato quotidianamente, il Corriere Canadese continua la sua battaglia, affiancato da altri importanti quotidiani italiani nel mondo, – come America Oggi, Il Globo e La Fiamma, Gente d’Italia, e Voce d’Italia (ai quali sono stati tagliati i fondi del 50% assieme ai 150 periodici sparsi nel mondo) – allontanandosi da ogni tipo di baratto politico, e lottando per il solo diritto d’informazione.
A tale scopo ha inviato ieri via fax un centinaio di lettere al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti; alla segretaria capo del dipartimento Editoria; al ministro dell’Economia e Finanza Giulio Tremonti; al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Tra i mittenti il Congresso Nazionale degli Italo Canadesi (sezioni di Toronto e Ottawa), il Console Generale di Toronto Gianni Bardini, istituzioni italiane in Canada come la Camera di Commercio, l’ICE, Team Italia, le Università di Toronto, Ottawa, Mississauga, Kingston, Waterloo, il Vicario Episcopale di Toronto, Federazioni, Club e Associazioni da Vancouver a Montréal che hanno voluto scendere in campo per sostenere la battaglia del Corriere tesa al ripristino dei fondi. Non vi è in gioco solo la sorte di un quotidiano, ma anche la tutela di una lingua che viene “garantita” da più di mezzo secolo attraverso la distribuzione quotidiana di un giornale che è entrato a far parte della comunità. E sarebbero proprio gli italo-canadesi – e in particolare le nuove generazioni – a pagarne il prezzo più alto.
Tutto questo appare chiaro nelle frasi inviate dai lettori, nei commenti, nei volti di chi si ferma in redazione per esprimere un gesto di solidarietà e dice che non riesce ad immaginare «il futuro senza il mio giornale».
Il Corriere Canadese non è proprietà dei politici oltreoceano, è la voce degli emigrati italiani che lo leggono ogni mattina, degli studenti che lo utilizzano nelle lezioni di italiano, di tutte quelle persone che ogni mattina vanno a comperarlo per leggere le notizie dall’Italia, dal Canada e dal Mondo e per mostrare ai loro figli il Made in Italy, la cultura italiana, le tradizioni che altrimenti si rischierebbe di perdere.
Chiaro appare anche il fatto che la delusione maggiore della comunità italo-canadese rispetto a questo provvedimento, è legato anche al comportamento di alcuni parlamentari eletti all’estero che, non solo non si sono opposti alla legge, ma hanno votato a favore andando contro gli interessi dei propri elettori.
Ne risulta che il voto degli italiani all’estero, nodo che ha sempre costituito, e costituisce ancora, terreno di accesi dibattiti, viene visto dagli italo-canadesi come un diritto di forma ma non di contenuto, in quanto la loro voce non viene né ascoltata né presa in considerazione.
L’intera comunità si trova d’accordo anche nell’esprimere una forte amarezza per il mancato riconoscimento dell’importante ruolo che gli italiani hanno nel mondo, e i benefici di cui l’Italia può godere grazie a loro: si pensi ad esempio all’aspetto economico, con la promozione del Made in Italy, gli affari, il turismo, e gli scambi commerciali con numerosi altri Paesi.
Questo è anche il motivo per il quale molti cittadini anche a Toronto si stanno mobilitando, decisi a non voler rinunciare a quello che considerano il loro diritto all’informazione. Il Lucania Club ha organizzato per mercoledì 31 marzo una riunione nella quale si potrà discutere della situazione degli italo-canadesi, dei tagli alla stampa all’estero e del voto all’estero. L’incontro, che avrà luogo a “La piazza punto d’incontro” di Pino Didiano, avrà come tema centrale proprio il taglio del governo italiano ai contributi per l’editoria all’estero. In una discussione aperta alla comunità, il Lucania Club si propone quindi di valutare le eventuali strade da percorrere per difendere i propri diritti ed il proprio status di italiani, e per far sì che tutto ciò che si è costruito fino ad oggi possa rimanere alle generazioni future, e che la cultura italiana non vada perduta.


Indirizzo pagina originale: http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=97636

Add to FacebookAdd to DiggAdd to Del.icio.usAdd to StumbleuponAdd to RedditAdd to BlinklistAdd to TwitterAdd to TechnoratiAdd to Yahoo BuzzAdd to Newsvine

About these ads

Tags: , , , , , ,

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: