Si laurea in italiano a 72 anni

Fernanda Cieri: «La vita è troppo monotona se non si impara qualcosa»

Di Elena Serra

TORONTO – «La lingua italiana è davvero importante». È stato questo il primo commento di Fernanda Cieri, 72 anni, a pochi giorni dalla celebrazione della sua laurea in Italian Studies che le verrà conferita alla York University.
Il sogno di una vita questo riconoscimento scolastico, arrivato quando molti, al suo posto, avrebbero gettato la spugna, convinti che ormai la vita “è andata così”, e sarebbe solo ridicolo tornare tra i banchi di scuola. Ma Fernanda, nata a Palmoli, in provincia di Chieti, ha imparato ad essere tenace sin da quando a 19 anni, da sola, ha affrontato il viaggio in nave di 12 giorni per venire a vivere con la sorella qui in Canada.
«Studiare è sempre stato il mio sogno – ha raccontato al Corriere Canadese – ma quando sono arrivata qui non è stato facile. Ho dovuto lavorare sodo, poi mi sono sposata ed ho avuto due figli, Ester ed Adriano». Con il supporto della famiglia è comunque riuscita a frequentare la scuola serale e diplomarsi, ma «questi studi erano sempre in inglese, ed attinenti al mio lavoro» spiega, sottolineando l’importanza che la lingua e le tradizioni italiane hanno sempre avuto nella sua vita, nonostante la lontananza fisica con l’Italia.
«Inoltre ho sempre ritenuto che la vita sia monotona se non si impara qualcosa» afferma con gli occhi che le brillano come una bambina, raccontando come è arrivata alla York University. «Dopo essere andata in pensione ho frequentato un corso di psicologia, e proprio all’università mi hanno informato di questo corso di italiano che dava la possibilità agli studenti di trascorrere delle settimane in Italia, e mi sono iscritta».
Il suo racconto è così semplice che quasi ci si dimentica che i suoi compagni di classe avevano tutti circa vent’anni, e che anche gli insegnanti erano più giovani di lei.
«Sono tutte persone stupende, ho passato tre settimane a Roma e tre a Firenze nel 2004, e l’anno scorso sono stata a Bologna, sempre con la scuola. Sono state delle bellissime esperienze». Un amore vero e profondo per la lingua e la cultura italiana dunque, che l’ha portata a vivere un’esperienza davvero singolare, con ragazzi che in molti casi non avevano origini italiane. «Mi piaceva aiutarli» dice Frenanda, arrossendo un po’ quando le chiediamo se ha mai suggerito durante i compiti in classe.
Ma è quando parliamo della cerimonia di laurea che tutte le sue emozioni sono ancora più evidenti: «Sono molto nervosa, ma tutta la mia famiglia è orgogliosa di me e non avrei mai potuto raggiungere questo traguardo se non fosse stato per loro. Mio marito ed i miei figli, le mie sorelle e gli amici sono stati in tutti questi anni la mia forza, ed è a loro che dedico tutto questo».
Un pensiero particolare va alla sua unica nipotina Olivia, 17 anni, che si è sempre dimostrata fiera di lei, e che spesso le chiedeva “Nonna, hai fatto i compiti?”.
Ad una donna così straordinaria non si può poi fare a meno di chiedere quali sono i suoi progetti per il futuro, ed essere ancor più sorpresi dalla sua risposta. «Vorrei aiutare gli studenti. Ho visto tanti giovani che decidono di abbandonare gli studi ed è davvero un peccato. È mia intenzione chiedere all’università se posso essere d’aiuto. Inoltre la lingua e la cultura italiana sono un bene troppo prezioso, e penso sia nostro dovere, soprattutto visto che siamo lontani dall’Italia, fare tutto il possibile per preservarla. Lavorare quindi con gli studenti che si dedicano allo studio dell’Italia sarebbe un grande onore».
A 72 anni, con il tifo della sua famigli, Fernanda Cieri si prepara quindi ad indossare il tradizionale cappellino quadrato dei neo-laureati, sapendo che questo è per lei, allo stesso tempo, un grande traguardo e l’inizio di esperienze ancor più straordinarie.


Indirizzo pagina originale: http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=99644

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One response to “Si laurea in italiano a 72 anni”

  1. Fernanda Cieri says :

    Gentile Signora,
    Grazie per il bellissimo articolo.

    Sinceri saluti,
    Fernanda

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