Vogue in 3D: il futuro della moda

Abiti e modelle in tre dimensioni, il direttore: il futuro è osare

Dopo Vogue Messico, che si era lanciato nell’aprile scorso, nel primo servizio fotpgrafico 3D con Isabeli Fontana fotografata da Jacques Dequeker, ecco arrivare nelle edicole italiane il numero di settembre di Vogue Italia, che ospita una cover story con una Miranda Kerr in piena forma, diretta e fotografata da Steven Meisel, proprio in 3D.

Dopo il chiaccheratissimo numero di agosto, la rivista di moda italiana osa ancora, in quella che appare come una sfida a tutti coloro che continuano a dire che le riviste di moda hanno ormai le ora contate. Blog che parlano del mondo della moda, dello stile e dei vari treands, si moltiplicano a vista d’occhio, ed attirano sempre piu’ la curiosita’ dei lettori. In fenomeno e’ talmente forte che ancuni blogger fanno ormai parte della lista d’oro delle persone piu’ infuenti del mondo della moda, e ricevono regali dagli stilisti e un posto in prima fila alle sfilate! Incredibile eh!

Proprio di questo ha parlato pochi giorni fa la regina del settore, Anna Wintour, direttrice di Vogue America, in occasione del numero di settembre, ormai ben lontano dal recor stabilito nel 2007, quando il numero piu’ importante dell’anno della “bibbia della moda” era uscito nelle edicole con 900 pagine.

Anna pero’ non sembra preoccupata dell’avvento dei blog, o della crisi economica, dicendo invece che “ci spingono a fare sempre meglio, ad offrire un lato piu’ profondo della moda per il quale non abbiamo concorrenza”.

Intanto vi invito a leggere questo articolo di Daniela Monti comparso sul Corriere della Sera. Fatemi sapere che ne pensate.

«Perché la moda no?». Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, racconta che l’avventura è cominciata con questa domanda. Cinema, tv, videogiochi: tutti con un presente/futuro in 3D. «Perché la moda no?». È nato così il nuovo Vogue – in edicola da oggi – debutto su scala planetaria del tridimensionale applicato alla fotografia di moda. Gli occhialini sono incollati a pagina 400, fra un servizio di Steven Maisel, con protagonista la modella moglie di Orlando Bloom, e uno di Tim Walker, a tema fiori e profumi, entrambi ovviamente in 3D, come la copertina. In primavera, in piccolo, ci aveva provato Vogue Mexico, e le foto di Isabeli Fontana in bikini, con quell’effetto mosso/sfumato tipico del 3D visto senza occhialini, spuntano da vecchie pagine di Internet. Ora, rotto il ghiaccio, è sicuro che molti altri seguiranno l’esempio italiano.
Nelle foto in 3D il corpo di Miranda Kerr (cioè la signora Bloom) è plastico, reale – le scapole che spuntano decise dalla schiena, la rotondità dei glutei, le clavicole sporgenti che fanno da cornice a seni più pieni -, mentre degli abiti è esaltata la ricchezza dei volumi, le pieghe di una gonna, la manica ampia e plissettata di un abito. «Ci vuole un attimo per abituare lo sguardo, ma poi ti accorgi che la foto parla, mentre le altre restano mute», dice il direttore. La realizzazione di un servizio in 3D è più lunga e costosa (senza considerare gli occhialini, anche quelli un costo aggiuntivo per il giornale): di una stessa foto, occorre fare più scatti, in modo da poterli sovrapporre e creare l’effetto tridimensionale. Non tutte le foto si adattano alla trasformazione: il servizio va pensato già in 3D, in modo che le immagini abbiano all’origine diversi «piani» da enfatizzare.

«Tutti si esercitano in discussioni sulla crisi dei giornali: “C’è Internet, si vede tutto lì!”. Ma io sono convinta, invece, che la carta stampata abbia un grande futuro, ad una condizione: che sappia scoprire mondi nuovi, prendersi qualche rischio e osare», continua Sozzani. Nel 2008 Vogue qualche rischio se lo prese con il numero all black, con solo modelle di colore, ora l’esperimento delle foto in 3D, copertina compresa, «a volte cerchi di distinguerti dagli altri lanciando un’idea forte, come le modelle nere, altre applicando tecnologie non ancora esplorate».
Si andrà avanti su questa strada? «Intanto noi lo facciamo - risponde spavalda il direttore (si sente che è felice, il risultato finale le piace) – poi gli altri giornali di moda si comporteranno come vorranno. È comunque la dimostrazione che tutto si può evolvere». Il 15 settembre, per la mostra che verrà inaugurata a Palazzo Clerici, a Milano, «The scent of the future», organizzata con P&G Prestige, si farà un nuovo passo avanti, il senso stimolato non sarà solo la vista, ma anche l’olfatto: alla tridimensionalità delle immagini esposte verrà aggiunto un profumo particolare per ciascuna. Obiettivo: trascinare, con gli occhi e con il naso, chi guarda dentro il mondo raccontato dalla foto.

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