Il Dalai Lama: «La pace non cadrà certo dal cielo»

 

The 14th Dalai Lama, a renowned Tibetan Buddhi...

Image via Wikipedia

Elena Serra


TORONTO – Anche se gli piace definirsi un semplice monaco buddista, il Dalai Lama è molto di più.
Lo dimostrano monaci tibetani in esilio in tutto il mondo, buddisti, politici e semplici cittadini. Lo hanno dimostrato coloro che gli hanno conferito il Premio Nobel per la Pace, e lo hanno dimostrato ieri le migliaia di persone accorse al Rogers Centre per ascoltare la sue parola ed avere l’onore di condividere la sua presenza.
Sul palco una poltrona bianca traforata in legno, un mazzo di fiori e un tavolino basso con un bicchiere d’acqua. Ma nessuno lo nota. Tutta l’attenzione è su di lui, Tenzin Gyatso, 75 anni, che arriva sul palco ridendo, e dopo pochi secondi fa comparire da sotto la tunica la sua consueta visiera rossa, e la indossa facendo sorridere tutti.
Poi cala il silenzio. Le sue parole sono potenti come preghiere antiche, ma si esprimono con la semplicità che un nonno userebbe per parlare ai propri nipotini.
È un uomo di spirito il Dalai Lama, che esordisce dicendo: «Scusate, ma come sapete sono vecchio, e questo vuol dire solo che ho più esperienza di voi».
Ma nonostante l’età il Dalai Lama dimostra di essere realista, aperto alle tecnologie e alla scienza, e consapevole del ruolo che esse giocano al giorno d’oggi. Non a caso il tema da lui scelto per quest’anno sono stati gli “Approcci umani alla pace nel mondo”. Il Dalai Lama guarda la platea e scorge molti giovani. Si rivolge a loro direttamente: «Le nuove generazioni nate in questo secolo – ha detto il Dalai Lama – hanno il potere di rendere il mondo un posto migliore e pacifico. Per fare ciò bisogna valutare meglio le conseguenze delle nostre azioni. È necessario affrontare le difficoltà in modo responsabile, tenendo sempre presente che il nostro obbiettivo è la pace». Se vi è un vincitore ed un vinto, spiega infatti il leader tibetano, vuol dire che quello che abbiamo intrapreso non è il cammino verso una soluzione, ma solo l’illusione di essa. Rispettare gli interessi degli altri è la sola via verso una pace veritiera e stabile, e questo è possibile solo attraverso l’ascolto.
Tenzin Gyatso parla dell’importanza di educare i bambini sin dai primi anni di vita, dell’importanza del legame con la madre, e ripete la parola pace e compassione numerose volte, ribadendo che dobbiamo essere realistici, e capire che la pace si costruisce con le azioni e non con le preghiere.
Mentre ricorda che una mente vuota rende il corpo un involucro fragile, si ferma dicendo «Un attimo, ho freddo» e si avvolge la tunica intorno al torso tra le risate del pubblico, prima di restate immobile per qualche secondo, e poi chiedere confuso «cosa stavo dicendo?».
Non trasudano elementi della sua sofferenza vissuta in più di 50 anni d’esilio, e neanche la responsabilità di 14 milioni di buddisti che credono che lui sia un Dio vivente, e dei 6 milioni di tibetani per i quali non è solo la guida religiosa e politica, ma anche l’unica vera speranza di poter liberare il proprio Paese dall’occupazione cinese.
Il Dalai Lama scherza sulla sua giovinezza, parla dei cambiamenti climatici, criticando coloro che pensano più agli interessi nazionali che a quelli globali.
Quando gli chiedono cosa pensa delle cariche pubbliche per le donne, lui risponde: «Scientificamente è stato dimostrato che le donne sono più sensibili – commenta il Dali Lama – Ricordo un volo aereo lungo in business class, nel quale avevo come vicini una coppia con due bambini. Il più piccolo piangeva sempre, ma il padre a mezzanotte si è addormentato. Ricordo che la madre, invece, si è presa cura del piccolo per tutta la notte. Questo la dice punga sulla differenza tra uomo e donna». Per questo, ha continuato il Dalai Lama, è il momento che capiamo che anche le donne devono avere cariche importanti nella società. Una donna Dalai Lama? «Visto che il mio lavoro è quello di promuovere i valori umani e l’armonia tra le religioni, se rinascessi donna sarei più efficiente». A coloro che avanzano un punto interrogativo sul suo successore, visti i rapporti con la Cina, lui risponde: «È Il popolo tibetano che deve decidere se vuole un altro Dalai Lama. Io so di non essere stato il migliore, ma neanche il peggiore».
Prima di salutare il pubblico di Toronto, invita tutti a «seguire i miei consigli, perché vi potranno essere molto utili» e poi dice: «Io parlo sempre di diritti umani, e per questo motivo penso di meritarmi il diritto di andare in pensione».
Oggi il Dalai Lama presenzierà alla cerimonia d’inaugurazione dei nuovi locali del Centro Culturale Tibetano Canadese, e incontrerà la comunità tibetana locale. Domenica sarà al Centro Culturale Tibetano Canadese ad ospitare alcune lezioni che il Dalai Lama impartirà a buddisti e non.

Data pubblicazione: 2010-10-23

Enhanced by Zemanta
About these ads

Tags: , , , , , , ,

4 responses to “Il Dalai Lama: «La pace non cadrà certo dal cielo»”

  1. gianni Lovato says :

    Grazie per rendere possibile anche a noi, grazie al suo blog, di essere partecipi al suo incontro con questa persona così eccezionale e così piacevolmente carismatica.
    Malgrado il mio scetticismo e diffidenza verso ogni forma di religione formalizzata, le parole di Tenzin Gyatso non mancano mai di lasciare tracce profonde e permanenti nella mia anima.
    Spero che le generazioni giovani riescano a seguire i suoi consigli e suggerimenti molto meglio di quanto non lo abbia fatto la mia e quelle precedenti.

    • elenasc says :

      E’ un’esperienza che va oltre ogni credo religioso. E soprattutto lui e’ una pesona vera, una specie di “nonno” come l’ho descritto… e poi un leader religioso che dice “Dobbiamo essere realistici, la pace non nasce dalle preghiere ma dalle nostre azioni” ha capito davvero tutto! Such an inspiration!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: